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Idratazione nello sport: il momento giusto per bere che fa la differenza

📅 16 Agosto 2026✍️ di Leonardo Vassari⏱️ 5 min di lettura

L’idratazione giusta al momento giusto cambia la giornata, soprattutto quando la temperatura sale e lo sforzo si allunga. Da maratoneta e allenatore sul campo, ho visto troppe prestazioni buttate per una borraccia gestita male. Qui trovi una guida pratica, da applicare oggi stesso, per bere in modo efficace prima, durante e dopo l’allenamento.

Perché il momento in cui bevi conta davvero

Il corpo disperde calore con la sudorazione e la regolazione dei liquidi incide sulla Termoregolazione. Se arrivi disidratato allo start o perdi troppo peso in liquidi mentre corri, la frequenza cardiaca sale, la percezione dello sforzo aumenta e il ritmo crolla. La soglia critica, in media, è una perdita del 2% del peso corporeo: oltre, la meccanica di corsa si scompone e il rischio crampi cresce.

Non si tratta solo di quanto bevi, ma di quando lo fai. Distribuire i liquidi secondo una routine coerente aiuta a prevenire picchi e cali, soprattutto negli sport di durata e nelle giornate afose.

Prima di allenarti o gareggiare

Qui ti giochi metà della partita. Presentarti sulla linea di partenza ben idratato ti permette di partire forte senza forzare il cuore. La mia regola pratica è calibrata sul peso corporeo.

Due-tre ore prima: 4-6 ml per kg di peso. Un atleta da 70 kg punta a 280-420 ml, da assumere con calma. Se l’urina è scura, aggiungi altri 200-300 ml entro l’ora successiva.

Dieci-quindici minuti prima: 150-250 ml, soprattutto se fa caldo. Non è un chug, è un richiamo.

Una presa di sodio leggera nel pasto pre-allenamento aiuta a trattenere i liquidi. Se sudi molto salato, valuta una bevanda con 300-500 mg di sodio per litro già dal preriscaldamento.

Consiglio di campo: d’estate prediligo bevande fresche ma non gelate, per evitare fastidi gastrici. Meglio piccoli sorsi che una “bomba” tutta insieme.

Durante lo sforzo

Qui si tratta di mantenere l’equilibrio, non di rincorrere la sete quando è già tardi. L’obiettivo è limitare la perdita di peso a meno del 2%.

Stima il tuo tasso di sudorazione: pesati prima e dopo un’ora di allenamento a intensità gara. Un chilo perso equivale a circa un litro di liquidi da reintegrare, al netto di quanto hai bevuto. È il numero che userai per impostare i rifornimenti.

Quantità oraria di riferimento: 400-800 ml all’ora per la maggior parte degli atleti; nelle giornate molto calde puoi arrivare a 1-1,2 litri se lo stomaco lo tollera. Per molti runner funziona bere 100-200 ml ogni 10-15 minuti.

Sodio e carboidrati: se corri oltre 90 minuti, cerca 500-700 mg di sodio per litro e 30-60 g di carboidrati l’ora. Una concentrazione di carbo al 6-8% aiuta l’assorbimento senza appesantire.

Temperatura della bevanda: fresca aiuta il comfort, ma se senti “ghiaccio” in pancia, torna a temperatura ambiente. La bevanda deve aiutarti, non distrarti.

Mi è capitato di recente in un lungo collinare: giornata umida, ritmo facile ma sudore a fiume. Ho impostato 150 ml ogni 12 minuti con una borraccia morbida da 500 ml, più un gel diluito a metà allenamento. Ho chiuso in progressione, niente cali: merito del timing, non solo dei chilometri.

Dopo l’allenamento: chiudere bene il cerchio

La reidratazione non è un dettaglio. Se torni a casa a corto di liquidi, il recupero si allunga e il giorno dopo paghi il conto.

Quanto bere: 1,25-1,5 litri per ogni chilo perso entro le prime 2-4 ore, includendo sodio per facilitare la ritenzione dei liquidi. Un pasto con carboidrati e una quota di proteine fa il resto.

Segnale semplice: mira a un’urina color paglia chiara nelle ore successive. Tono limone? Stai tornando in equilibrio. Ambrata scura? Aggiungi acqua e un pizzico di sale.

Errori tipici da evitare

  • Affidarsi solo alla sete nelle giornate calde: il segnale arriva tardi. Programma micro-sorsi regolari, ma senza forzare oltre il comfort.
  • Solo acqua negli allenamenti molto lunghi: diluisci il sodio e rischi cali eccessivi. Usa una bevanda con elettroliti.
  • Bevande troppo concentrate: superare l’8-9% di carboidrati rallenta lo svuotamento gastrico e può causare crampi addominali.
  • Niente test in allenamento: ciò che non provi nei lunghi, ti tradisce in gara. Ogni strategia va collaudata.
  • Saltare il controllo del peso pre e post: senza numeri navighi a vista e sbagli le quantità.

Caso reale: cambiare il timing, cambiare la gara

Un lettore mi ha scritto dopo una mezza maratona chiusa con crampi al 18° km. Beveva “quando sentiva il bisogno”, cioè tardi. Gli ho proposto una tabella semplice: 500 ml distribuiti nell’ora prima della partenza, poi 120-150 ml ogni 12 minuti, con bevanda contenente 600 mg di sodio per litro e 40 g di carbo l’ora. Nella gara successiva ha perso 900 grammi su 70 kg, quindi circa l’1,3% del peso, senza crampi. Stesso allenamento, prestazione migliore: il merito è stato il ritmo dei rifornimenti, non la magia.

Ho applicato una strategia simile anche alla mia prima maratona estiva: senza quella routine, al 30° avrei inchiodato. La scienza conferma e la pratica lo rende evidente. Anche le indicazioni di istituzioni come l’OMS insistono sull’importanza di idratazione e sali nelle attività prolungate, soprattutto con caldo e umidità.

Checklist rapida prima di uscire

  • Due-tre ore prima: 4-6 ml/kg di acqua, con un pizzico di sale nel pasto.
  • Dieci-quindici minuti prima: 150-250 ml come richiamo.
  • Durante: 100-200 ml ogni 10-15 minuti; 500-700 mg di sodio per litro; 30-60 g di carbo l’ora se superi i 90 minuti.
  • Dopo: 1,25-1,5 litri per chilo perso nelle 2-4 ore successive, più carbo e proteine.

Nota finale da pratico: non esiste una ricetta unica. Ogni corpo suda in modo diverso, ogni clima cambia le regole. Parti da questi riferimenti, misura il tuo sudore, ascolta lo stomaco e affina. Se hai patologie renali o cardiache, o usi farmaci diuretici, confrontati con il medico prima di modificare drasticamente l’apporto di liquidi ed elettroliti.

L’idratazione non è un feticcio da laboratorio: è un gesto semplice, ripetuto bene, che libera energia quando serve. Fai tua una routine, testala in allenamento, portala in gara. Il cronometro ti dirà grazie.

Leonardo Vassari

Leonardo ha corso la sua prima maratona a 21 anni e da allora non ha più smesso. Si dedica alla promozione della corsa come strumento di crescita personale e condivide consigli pratici su alimentazione e gestione degli infortuni, frutto della sua esperienza su strada.